Carlo "RUBEN" Cempella
(Voce, Basso, Cori)
Sono nato a Bolsena in un caldo (presumo) primo mercoledì di giugno dell'ormai lontano 1966 e dopo alcuni decenni sono ancora qui, fedele alla mia cittadina, al mio lago, legato alla mia gente e orgoglioso di avere sangue etrusco nelle vene. Il giorno che mio padre mi regalò la prima chitarra classica avevo pochi anni, non ricordo quanti, ma ricordo che non lo ritenni un bel regalo perchè a quei tempi la passione per il calcio sovrastava ogni cosa, ma a distanza di anni mi rendo conto che i genitori, come sempre, la sanno lunga, anche se poi mio padre si sarà probabilmente pentito di quel regalo che ha causato anni di preoccupazioni.
Il calcio l'ho praticato molto, ma parallelamente appena potevo imbracciare quella chitarra la mia mente cominciava a volare, sognavo un giorno di poter suonare come le mitiche band del momento che rispondevano ai nomi altisonanti di Led Zeppelin, Banco, PFM e molti altri.
Verso la fine degli anni '70 finalmente la mia prima band, si chiamava "LA SFYNGE" (la "Y" era voluta con la convinzione che un nome scritto in modo sbagliato si sarebbe ricordato meglio), dove tra gli altri militava "Billy" alla chitarra elettrica, ed è con la Sfynge che ho subito la mia prima svolta, l'amore per la chitarra classica si riversa su uno strumento che nessuno al momento voleva suonare ..... ..... il basso elettrico.
Da li la mia "carriera artistica" si è evoluta di giorno in giorno, ho calcato piazze, locali, feste di ogni genere e sicuramente ho fatto molta strada (nel senso che ho percorso moltissimi chilometri), ma ad un certo punto, intorno ai primi anni '90, anche su pressione della famiglia esausta e preoccupata per il mio futuro, decido di "mettere la testa a posto" e di abbandonare completamente la musica (errore da non commettere mai).
Cercavo di disintossicarmi dalla vita artistica ma la casa piena di strumenti musicali non aiutava sicuramente l'opera di allontanamento quindi, silenziosamente e rigorosamente in privato continuavo a suonare per me e solo per me.
Una volta ho provato a smettere di fumare ma vi assicuro che smettere di suonare è di gran lunga più difficile.
Per dieci lunghi anni di tormento artistico non ho più suonato in pubblico finché una sera, preso da un'inconsapevole coraggio mi sono scrollato di dosso la "carogna" che avevo sulle spalle e quella che avevo in casa e, caricato in macchina il primo basso che mi è capitato a portata di mano, ho raggiunto Stefano "Billy" e Paolo Papini nel Pub stile irlandese di proprietà di quest'ultimo dove i due avevano organizzato una session.
Nasce la Tresca, forse per gioco o forse per necessità, ma sicuramente nasce qualcosa che accompagna il mio percorso di vita da circa sette anni. L'evoluzione musicale mi ha portato a conoscere nuovi strumenti come il bodhran e il contrabbasso che hanno riempito gli ultimi spazi liberi di casa, e soprattutto mi hanno dato modo di conoscere gente, luoghi e realtà completamente diverse dalla mia.
Oggi mi ritrovo sorridente su numerosi palchi in Italia e all'estero, ho una magnifica compagna e due strepitosi bambini che condiscono a dovere la mia esistenza.